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Carla Viparelli

26 set 2019 by In

Nata a Napoli, laureata in Filosofia, lavora a Napoli e a Maratea.  Espone in tutto il mondo. La sua produzione artistica comprende: pittura, videoanimazione, scultura, installazione. Ha esposto in molte sedi istituzionali sia in Italia che all’estero (Europa, Asia, America). Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private nazionali e internazionali. Citata ampiamente con foto in “La pittura napoletana del ‘900″ (M. Picone) e “Atlante dell’ Arte Contemporanea in Napoli e Campania” (V. Trione). Dirige laboratori artistici in sedi scolastiche e Centri di Igiene Mentale. Ha ideato e diretto il Premio d’arte “Chi cerca crea” per il Comune di Maratea (giunto alla Ottava Edizione). La trasmissione di Rai3 “Leonardo” le ha dedicato un servizio interamente girato nel suo studio. Ha vinto il Primo Premio nel Concorso “Borgo San Severino”e nel concorso “PostCarts”, Assisi. Ha vinto il Primo Premio come stanza più votata nella manifestazione “1003, 100 stanze per 100 artisti” Art Hotel Gran Paradiso, Sorrento. E’ stata insignita del Premio Masaniello Napoletani Protagonisti 2018. Ha ricevuto il Premio Lydia Cottone per l’Arte nel 2019. Il musicista Enzo Avitabile ha ricevuto dal Sindaco di Napoli De Magistris una sua opera per il Premio Amato Lamberti 2018. Partecipa a Workshops internazionali in Asia. Ha partecipato a programmi residenziali all’estero (Irlanda/Ballingskelligs, USA/Los Angeles, Thailandia/Rayong, Pattani, Krabi, Ampawa) Negli ultimi anni ha esposto in Italia (Napoli, Mirano, Latina, Venezia, Padova, Frosinone, Salern o, Roma,  Rivisondoli, etc.) e all’estero (Cork, Parigi, Los Angeles, Singapore, Bangkok, Tokyo,  Dakha, etc.). Nel 2019 ha organizzato in Campania (Vallo della Lucania, Sorrento) una residenza artistica internazionale per artisti provenienti da tutto il mondo (India, Thailandia, Giappone, Stati Uniti, Polonia, Italia.)

“Quando ho cominciato a fare videoanimazioni, ho scoperto il  loop : dopo un certo numero di fotogrammi ritorno al punto di partenza, e in una frazione di secondo la fine ridiventa  inizio.  Più che di ciclo narrativo, si tratta di narrazione ciclica, che è per certi versi un ossimoro. Una volta sparigliata la simmetria del prima e del dopo, la storia diventa un’icona e la logica si trasforma in visione metatemporale.”